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Testo
Daniele Ferrero
La Chiave di Frontenac
Riassumiamo qui di seguito il contenuto dei capitoli quinto e sesto del
libro di Frontenac "La clef secrète de Nostradamus" (editions Denoel,
1950), in cui l'autore espone la chiave crittografica che ha scoperto.
Basandoci su questi due capitoli cercheremo quindi di ricostruire il
metodo di Frontenac, chiarendone in dettaglio i vari passaggi. Una tale
ricostruzione ci sembra doverosa allo scopo di riportare all'attenzione
degli studiosi un metodo di cui oggi tanto si parla ma ben poco
effettivamente se ne conosce. Commentando alcuni passi dell'Epistola a Enrico II, Frontenac si convince che: 1. Il senso reale delle quartine è stato nascosto in base a uno o più procedimenti 2. Uno di questi procedimenti consiste sicuramente nell'aver mescolato l'ordine reale delle quartine (Nostradamus dice "rabouter obscurément", cioè "mescolare in modo oscuro") 3. Questa mescolanza è stata fatta secondo una precisa legge. 4. Questa legge consiste in un procedimento crittografico. Per ricercare questo procedimento crittografico, Frontenac dice di aver compiuto le seguenti operazioni: 1. Ricerca degli intervalli numerici (cioè delle distanze, in base al numero d'ordine dato da Nostradamus) esistenti tra quartine la cui datazione è certa (quartine con date, quartine con chiari riferimenti astronomici, quartine che indicano inequivocabilmente un determinato avvenimento storico). Frontenac, nella nota 1 di p. 65 scrive: "Chiamiamo intervallo tra due quartine il numero ottenuto sottraendo l'un dall'altra il numero d'ordine di queste quartine. Esempio: tra le quartine n°1 e n° 10 di una medesima centuria l'intervallo è 9; tra la quartina n°1 della centuria I e la quartina n°10 della Centuria II, l'intervallo è di 109" 2. Comparazione degli intervalli trovati, per vedere se alcuni di essi presentano delle analogie (intervalli uguali o multipli di un certo intervallo). 3. Distinguere, in questa ricerca, ciò che è dovuto al caso da quello che sembra obbedire ad una legge comune, dando ovviamente più importanza ad un intervallo che torna con maggior frequenza. 4. Non ammettere mai come sicuro un risultato se non è confermato da un altro.
Bisogna chiarire subito che Frontenac, dopo aver enunciato questi principi,
non dà nessun esempio dei suoi tentativi di ricerca, affermando che
una loro esposizione dettagliata avrebbe sorpassato lo scopo del presente
libro. Sembra la solita scusa, adottata da molti "scopritori di chiavi"
che in realtà non hanno scoperto un bel niente. Eppure, Frontenac è
sincero perché, come vedremo, la chiave c'è veramente. Frontenac prosegue dicendo che la sua ricerca è stata molto lunga e, per molto tempo, non ha dato alcun risultato. Dato che la ricerca di un'unica chiave crittografica non ha dato alcun frutto, Frontenac ha in seguito ipotizzato che le quartine fossero state mescolate in base a due chiavi crittografiche ovvero ad una chiave doppia. Ciò significa che una data quartina ottiene una posizione temporanea in base alla prima chiave e, solo a partire da questa posizione, è poi possibile darle la sua vera posizione cronologica applicando la seconda chiave. Ora Frontenac dà qualche indicazione in più sulla sua ricerca. Dice che, secondo la sua prima ipotesi, la totalità delle Centurie avrebbe dovuto formare un blocco unico dove ciascuna quartina aveva, come numero d'ordine, quello della sua effettiva posizione nell'opera, tenendo conto che la Centuria VII è incompleta (ad es.: la quartina I,10 ha il numero d'ordine 10, la quartina VII,42 ha il numero d'ordine 742, la quartina VIII,1 ha il numero d'ordine 743). Esaminando gli intervalli, sembrava che l'intervallo 28 e l'intervallo 30 tornassero più spesso degli altri, ma i risultati rimanevano incoerenti. L'idea geniale venne quando Frontenac considerò che la prima edizione delle Centurie (1555) comprendeva solamente le Centurie I, II, III più 53 quartine della Centuria IV, e che le Centurie VIII, IX e X furono pubblicate solo in seguito. Se la prima edizione comprendeva solo le Centurie citate, ciò significa che Nostradamus doveva già aver utilizzato la sua chiave crittografica doppia per mescolare solo queste 353 quartine e che riutilizzò ovviamente la stessa chiave quando pubblicò le altre parti delle sua opera. Frontenac ipotizza quindi che l'intera opera di Nostradamus vada divisa in tre frammenti, nei quali va applicata la stessa chiave crittografica doppia. I tre frammenti sono i seguenti: 1. Primo Frammento: Centurie I, II, III complete e Centuria IV da q. 1 a q. 53 (in tutto: 353 quartine). 2. Secondo Frammento: Centuria IV da q. 54 a q. 100, Centurie V e VI complete, Centuria VII da q. 1 a q. 42 (in tutto: 289 quartine). 3. Terzo Frammento: Centurie VIII, IX e X complete (in tutto: 300 quartine). Ricercando ora degli intervalli regolari all'interno di ciascun frammento, Frontenac trova che ritorna molto spesso l'intervallo 120. Ciononostante, si producono ogni tanto degli sfasamenti inspiegabili, come se Nostradamus avesse inserito, nei tre frammenti, delle quartine senza valore, che non rientrano nella chiave crittografica (anche qui Frontenac non dà nessun esempio). Quali sono le quartine da eliminare? Secondo Frontenac sono da escludere dalla chiave crittografica: 1. Per il Primo Frammento: le quartine I,1 e I,2 che sono quartine introduttive e non hanno chiaramente valore profetico. In questo modo la quartina I,3 avrà numero d'ordine 1, la I,4 avrà numero d'ordine 2, e così via. Il Primo Frammento comprenderà quindi in tutto 351 quartine. 2. Per il Secondo Frammento: la quartina VI,100 (la "legis cantio" in latino). Il Secondo Frammento comprenderà quindi in tutto 288 quartine. (Frontenac non considera evidentemente nemmeno la quartina in francese che appare solo in alcune edizioni sotto il numero VI,100: "Fille de l'Aure, asyle du mal sain…") 3. Per il Terzo Frammento: nessuna quartina da escludere. Rimangono quindi tutte le 300 quartine del Terzo Frammento. A
questo punto Frontenac dice di essere riuscito a riordinare tutte le
quartine dei tre frammenti in base alla chiave doppia, basandosi su 120
quartine guida la cui datazione appariva sicura. (Purtroppo
Frontenac non ci dice quali sono queste quartine guida su cui si è basato;
se l'avesse fatto sarebbe stato possibile anche correggere la sua chiave
che, come si vedrà dalla disposizione finale, contiene sicuramente degli
errori di datazione). Frontenac ottiene dunque 2 chiavi numeriche, cioè due successioni di 120 numeri ciascuna: 1. la prima serve per la "mescolanza delle quartine" (cioè permette di disporre le quartine in una posizione temporanea che permetterà l'applicazione della seconda chiave), 2. la seconda serve per la "mescolanza delle date" (cioè per disporre nel giusto ordine cronologico le quartine già riordinate in base alla prima chiave). Frontenac riporta ora le tavole numeriche delle due chiavi, facendole precedere da queste poche parole che traduco testualmente (p. 68): "Non ci è possibile fornire tutti i dettagli di questo lavoro, perché la cosa sarebbe terribilmente fastidiosa; è sufficiente che il lettore sappia che il nostro lavoro ci ha permesso di ritrovare cifra dopo cifra le due parti della chiave numerica seguente, che permettono di ordinare, secondo l'ordine cronologico, tutte le quartine delle Centurie". Ecco quindi le due tavole così come appaiono nel testo (pp. 68 - 69): Prima parte della Chiave - Mescolanza delle quartine 41 - 2 - 84 - 96 - 37 - 6 - 86 - 104 - 20 - 81 - 69 - 77 - 7 - 3 - 33 - 119 - 49 - 63 - 27 - 74 - 60 - 115 - 34 - 66 - 88 - 102 - 56 - 111 - 64 - 116 - 114 - 24 - 37 - 72 - 29 - 54 - 103 - 98 - 117 - 14 - 32 - 92- 120 - 15 - 52 - 42 - 13 - 12 - 93 - 73 - 39 - 50 - 91 - 22 - 18 - 35 - 75 - 82 - 78 - 25 - 55 - 42 - 89 - 59 - 8 - 65 - 30 - 44 - 112 - 107 - 97 - 10 - 4 - 11 - 68 - 113 - 28 - 58 - 26 - 1 - 38 - 62 - 67 - 48 - 46 - 101 - 51 - 31 - 43 - 70 - 71 - 36 - 79 - 108 - 110 - 109 - 105 - 9 - 57 - 80 - 100 - 23 - 106 - 61 - 53 - 87 - 5 - 21 - 108 - 83 - 85 - 16 - 45 - 40 - 76 - 95 - 90 - 19 - 99.
Seconda Parte della Chiave - Mescolanza delle date
37 - 7 - 106 - 70 - 66 - 26 - 36 - 20 - 13 - 65 - 6 - 64 - 53 - 113 - 63 - 56 - 19 - 12 - 45 - 87 - 5 - 55 - 112 - 105 - 107 - 104 - 50 - 103 - 4 - 111 - 40 - 39 - 3 - 62 - 44 - 18 - 25 - 43 - 17 - 42 - 102 - 52 - 81 - 101 - 80 - 100 - 69 - 2 - 99 - 79 - 61 - 24 - 78 - 60 - 30 - 11 - 59 - 23 - 120 - 98 - 58 - 32 - 47 - 10 - 68 - 38 - 35 - 97 - 77 - 96 - 46 - 95 - 51 - 86 - 1 - 76 - 94 - 119 - 85 - 22 - 75 - 110 - 49 - 54 - 29 - 93 - 74 - 16 - 92 - 57 - 34 - 15 - 9 - 84 - 118 - 21 - 117 - 73 - 28 - 8 - 67 - 83 - 116 - 33 - 91 - 115 - 109 - 48 - 72 - 82 - 27 - 90 - 41 - 14 - 71 - 89 - 114 - 88 - 31 - 108.
Da
questo momento cominciano le vere difficoltà. Prima ancora di domandarci
quale sia l'uso corretto delle tavole (visto che Frontenac non lo spiega),
una cosa balza subito all'occhio: la prima tavola presenta sicuramente
degli errori di stampa! Infatti, mentre la seconda parte della chiave è
composta giustamente di 120 numeri, la prima parte ne ha solo 119:
qual è il numero mancante? Non è così semplice saperlo perché se
osserviamo con attenzione la prima tavola notiamo molti altri errori,
ovvero:
·
il 37, il 42 e il 108 compaiono due volte
·
mancano del tutto i numeri: 17, 47, 94 e 118 E'
probabile quindi che:
·
uno dei due 37 sia in realtà un 17
·
uno dei due 42 sia in realtà un 47
·
uno dei due 108 sia in realtà un 118
·
il 94 manchi del tutto e debba essere inserito in qualche punto
della sequenza
Questi fastidiosi errori di stampa mi hanno impedito per molto tempo di
comprendere il funzionamento della chiave. Per fortuna, tuttavia,
Frontenac riporta, nella seconda parte del libro, l'ordine corretto di
tutte le quartine, anche se non spiega come ha fatto ad ottenerlo.
Procedendo per tentativi, sono quindi riuscito a correggere completamente
la prima tavola in modo che la successione numerica permettesse di
ricavare esattamente l'ordine finale di Frontenac. Ho scoperto quindi che:
·
il 17 va inserito nella terza riga, al posto del secondo 37
·
il 47 va inserito nella quarta riga al posto del primo 42
·
il 21 e il 108 che compaiono nella penultima riga vanno
scambiati di posto
·
ugualmente vanno scambiati di posto il 16 e il 40 che compaiono
nell'ultima riga
·
il 55 che compare nella quinta riga e il 108 che compare nella
settima riga vanno scambiati di posto ma quest'ultimo 108, che va messo al
posto del 55 nella quinta riga, è in realtà un 118
·
il 94 mancante va inserito nell'ultima riga in terzultima
posizione, tra il 90 e il 19. Può
sembrare quantomeno sospetto che la prima tavola contenga così tanti
errori, ciononostante posso garantire che la tavola corretta riportata qui
di seguito è l'unica che permetta di ottenere l'ordine finale dato da
Frontenac (potrete verificare voi stessi una volta che avrò spiegato il
metodo completo). Ecco quindi la vera tavola contenente la prima
parte della chiave:
Prima parte della Chiave (corretta) - Mescolanza delle quartine
41 - 2 - 84 - 96 -37 - 6 - 86 - 104 - 20 - 81 - 69 - 77 - 7 - 3 - 33 - 119 - 49 - 63 - 27 - 74 - 60 - 115 - 34 - 66 - 88 - 102 - 56 - 111 - 64 - 116 - 114 - 24 - 17 - 72 - 29 - 54 - 103 - 98 - 117 - 14 - 32 - 92 - 120 - 15 - 52 - 47 - 13 - 12 - 93 - 73 - 39 - 50 - 91 - 22 - 18 - 35 - 75 - 82 - 78 - 25 - 118 - 42 - 89 - 59 - 8 - 65 - 30 - 44 - 112 - 107 - 97 - 10 - 4 - 11 - 68 - 113 - 28 - 58 - 26 - 1 - 38 - 62 - 67 - 48 - 46 - 101 - 51 - 31 - 43 - 70 - 71 - 36 - 79 - 55 - 110 - 109 - 105 - 9 - 57 - 80 - 100 - 23 - 106 - 61 - 53 - 87 - 5 - 108 - 21 - 83 - 85 - 40 - 45 - 16 - 76 - 95 - 90 - 94 - 19 - 99.
La
tavola contenente le seconda parte della chiave sembrerebbe invece
corretta: sono presenti tutti i numeri da 1 a 120, senza numeri ripetuti o
mancanti. Per ora consideriamola esatta; vedremo più avanti che altre
ragioni ci costringeranno a modificare anche questa seconda sequenza
numerica.
Senza dare ulteriori spiegazioni delle tavole, Frontenac passa quindi ad un'altra importante considerazione: data la lunghezza e la complessità delle due chiavi numeriche, viene da chiedersi se Nostradamus non avesse adottato una qualche regola mnemotecnica che gli permettesse di ricordare con facilità le due sequenze. Questa regola avrebbe potuto essere una qualche frase mnemonica (basata su una determinata corrispondenza lettera-numero) oppure una regola di tipo diverso. Nonostante numerosi tentavi, Frontenac ammette di non essere riuscito a trovare alcuna regola o frase mnemonica nascosta nella prima chiave ma è riuscito invece con la seconda: si tratta di una frase latina di 120 lettere che dopo quattro secoli viene riportata alla luce: essa costituisce sicuramente una delle più importanti scoperte di Frontenac e soprattutto rappresenta una conferma della validità del suo metodo. (Prima di vedere in dettaglio come si ottiene la suddetta frase, viene spontaneo chiedersi: perché la prima chiave non sembra contenere nessuna frase analoga? Frontenac non esclude la possibilità di aver commesso degli errori nel ricostruire questa prima chiave oppure…) Per spiegare il procedimento crittografico utilizzato da Nostradamus in questa seconda chiave, Frontenac riporta una tecnica illustrata nel "Cours de Cryptographie" del Generale Givierge. Il metodo consiste nel numerare le lettere seguendo l'ordine alfabetico: se c'è una sola A, le si attribuirà il numero 1; se ci sono due A si darà il numero 1 a quella che si trova più a sinistra nella frase, il numero 2 all'altra; se, oltre alle due A, c'è una B, nessuna C, nessuna D, poi una E, si daranno alle due A i numeri 1 e 2, alla B il numero 3 e alla E il numero 4, e così via. Se nella frase non compaiono delle A, si attribuirà il numero 1 alla lettera più prossima alla A nell'ordine alfabetico (sempre scegliendo per prima quella che si trova più a sinistra nella frase), e si procederà allo stesso modo, continuando a seguire l'ordine alfabetico. Si voglia, ad esempio, crittografare con una sequenza numerica la frase: AMBASSADE D'ALLEMAGNE
Disponendo le lettere secondo l'ordine alfabetico avremo: · 5 lettere A, a cui attribuiremo i numeri 1, 2, 3, 4, 5 (sempre da sinistra verso destra) · 1 lettera B, a cui attribuiremo il numero 6 · 2 lettere D, a cui attribuiremo i numeri 7, 8 · 3 lettere E, a cui attribuiremo i numeri 9, 10, 11 · 1 lettera G, a cui attribuiremo il numero 12 · 2 lettere L, a cui attribuiremo i numeri 13, 14 · 2 lettere M, a cui attribuiremo i numeri 15, 16 · 1 lettera N, a cui attribuiremo il numero 17 · 2 lettere S, a cui attribuiremo i numeri 18, 19. La sequenza numerica risulterà quindi:
Come si può, da una tale sequenza numerica, ricostruire la frase originale? È sufficiente ricordare che: 1. le cifre che procedono normalmente (cioè da sinistra a destra), secondo l'ordine numerico, corrispondono ad una stessa lettera; 2. ogni volta che, per seguire l'ordine numerico, bisogna ritornare indietro (cioè procedere da destra a sinistra) ciò indica che si è passati ad una lettera successiva nell'ordine alfabetico. Nell'esempio vediamo infatti che le cifre 1, 2, 3, 4, 5, procedono in ordine crescente da sinistra a destra: esse indicheranno quindi una stessa lettera, che, in questo caso, è la A. Se poi vogliamo continuare a seguire l'ordine numerico siamo costretti a tornare indietro, in quanto il 6 si trova in terza posizione: questo numero corrisponderà quindi ad un'altra lettera che viene dopo la A secondo l'ordine alfabetico, cioè, in questo caso, ad una B. Si prosegue poi allo stesso modo per le altre lettere. È
chiaro che questo sistema crittografico è ben lontano dall'essere preciso.
Innanzitutto, è ben difficile che il messaggio originale utilizzi tutte
quante le lettere dell'alfabeto; nell'esempio citato infatti la C manca e
quindi chi deve decifrare la sequenza non può sapere a priori quale
lettera indicherà il successivo ritorno all'indietro dopo la B: saprà solo
che indicherà una lettera successiva nell'ordine alfabetico. Questa
difficoltà, tuttavia, è facilmente superabile se il messaggio originale è
sufficientemente lungo: è chiaro che le sequenze più lunghe che procedono
normalmente da sinistra a destra indicheranno quasi sicuramente delle
vocali mentre le altre indicheranno delle consonanti. C'è tuttavia una
seconda difficoltà, più insidiosa: non è detto che le cifre che procedono
normalmente da sinistra a destra indichino sempre una stessa lettera:
nell'esempio citato vediamo infatti che i numeri 6, 7, 8, sono disposti
normalmente da sinistra a destra eppure il 6 corrisponde ad una C mentre
il 7 e l'8 indicano la lettera D. E' comunque più difficile che un caso
del genere si verifichi se il messaggio originale è sufficientemente lungo.
Il
metodo quindi funziona bene quando si tratta di trasformare una frase in
una sequenza numerica (qui non possono infatti verificarsi ambiguità) ma
presenta evidenti difetti quando bisogna eseguire l'operazione opposta.
Ciò tuttavia costituisce un ulteriore argomento a sostegno dell'ipotesi
che Nostradamus possa veramente aver utilizzato un metodo simile come
regola mnemotecnica: a lui infatti serviva solamente avere un metodo che
gli permettesse di trasformare una frase nota in una sequenza di numeri,
per poterla ricostruire sempre; l'operazione opposta non gli era di alcuna
utilità. Frontenac tenta ora di applicare questo metodo crittografico alle due parti della chiave numerica di Nostradamus. È chiaro che, per permettere l'applicabilità del metodo, una condizione deve sempre essere rispettata: i ritorni all'indietro della sequenza numerica non possono essere superiori alle lettere dell'alfabeto, che sono 25 per l'alfabeto francese e 24 per l'alfabeto latino. Ora, la prima parte della chiave non permette l'applicazione del metodo: sia che si cominci a contare dall'inizio della sequenza che dal fondo, i ritorni all'indietro sono infatti superiori a 25. La seconda parte della chiave, invece, presenta un numero superiore a 25 di ritorni all'indietro contando dall'inizio della sequenza ma solo 21 ritorni se cominciamo a contare dal fondo della sequenza (quindi considerando come ordine normale quello che va da destra a sinistra). Dopo molti tentativi, Frontenac riesce infine ad attribuire le seguenti lettere alle 21 successioni numeriche che procedono da destra a sinistra nella seconda parte della chiave: L 1,2,3,4,5,6,7 D 8,9,10,11,12,13 I 14,15,16,17,18,19,20 N
21,22,23,24,25,26,
R
27,28,29,30
X
31,32
F
33,34,35,36,37
P
38,39,40
V 41,42,43,44,45 H 46,47 B 48,49,50 C 51,52,53 G 54,55,56 E 57,58,59,60,61,62,63,64,65,66 M
67,68,69,70
T
71,72,73,74,75,76,77,78,79,80,81
U
82,83,84,85,86
A
87,88,89,90,91,92,93,94,95,96,97,98,99,100,101,102,103,104,105,106
K 107 O 108,109,110,111,112,113 S 114,115,116,117,118,119,120
Se si confronta questa tavola data da Frontenac con quella della seconda
parte della chiave, riportata a p. 2, si nota una differenza importante:
qui la lettera U comprende i numeri da 82 a 86 eppure, nella seconda parte
della chiave, vediamo che l'87 si trova più a sinistra dell'86 e quindi
dovrebbe essere incluso nei numeri corrispondenti alla U e non in quelli
corrispondenti alla A.
Di conseguenza, anche l'ordine numerico che appare nella successiva
tabella che ci restituisce la frase latina non coincide del tutto con
quello della tavola che contiene la seconda parte della chiave. Vedremo
più avanti il perché. Se l'attribuzione numerica di queste lettere è giusta se ne deduce che Nostradamus non ha utilizzato l'ordine alfabetico per costruire la sua frase mnemonica, ma un ordine apparentemente casuale, ovvero:
L D I N R X F P V H B C G E M T U A K O S Frontenac dice di non saper spiegare il motivo che ha spinto Nostradamus a scegliere quest'ordine letterale piuttosto che un altro. È
probabile che quest'ordine letterale, apparentemente ingiustificato, sia
deducibile dalla prima parte della chiave, che Frontenac non è riuscito a
decifrare, o comunque risponda a precisi criteri che, per ora, ci sfuggono.
Applicando questa corrispondenza letterale alla seconda parte della chiave, Frontenac ottiene la seguente frase latina:
Si tratta di una frase che contiene un certo numero di abbreviazioni: molte lettere doppie non sono infatti ripetute (ad es.: "opplevin" sta per "opplevi in"; "vivacta" sta per "viva acta") e certe vocali sono omesse (come in "nstrdmus" che sta evidentemente per "nostradamus"). Separando le parole e aggiungendo le lettere mancanti si ottiene:
FLAMEN FIDELE COEGI ID VULGO A KABALO
OPPLEVI IN VIVA ACTA TAM LATENTER DENSA
EX HDMP FATA HAC CULTA SUNT OB GRATIAE
FIDOS NOSTRADAMUS FAS OBTURAVIT A
SAXO
Frontenac, che conosce solo superficialmente il latino, chiede a due religiosi di tradurre la frase. Una prima traduzione possibile è la seguente: "Ho raccolto fedelmente il soffio ispiratore e, pubblicamente, per mezzo della Kabbala, l'ho interpretato in atti viventi (cioè: in avvenimenti futuri). I destini, così oscuramente condensati (cioè: racchiusi in una così profonda oscurità), sono stati dissimulati (leggendo "culta sunt ob" come "obculta") qui, a partire da H D M P (oppure: dalla cifra 841216, che è la corrispondenza cabalistica di H D M P). Nostradamus, confidando nella sua stella ("gratiae fidus" = "sicuro del favore di cui gode"), ha elevato un muro di pietra davanti al mistero (letteralmente: "ha chiuso con un sasso il destino (fas)")."
La parte più enigmatica della frase è indubbiamente la sigla H D M P. Frontenac non sa darne una spiegazione (anche la sua corrispondenza cabalistica non ci dice apparentemente nulla). L'unico raffronto possibile è quello con la quartina VIII.66, che inizia col verso: "Quand l'écriture D.M. trouvée…". Successivamente, Frontenac chiede a Maurice Garcon, dell'Académie francaise, una seconda traduzione della frase, che risulta più scorrevole. In questa traduzione, Maurice Garcon interpreta la sigla H D M P come abbreviazione della parola latina "hebdomada" (= settimane) (anche se la P rimane ingiustificata): "Ho fedelmente raccolto l'ispirazione di ciò che volgarmente viene chiamata la Kabbala, e l'ho diffusa in documenti vivi, ma condensati sotto una forma segreta. Le predizioni per settimane (d'anni) sono occulte. Per coloro che credono (= "fidos") nella grazia, Nostradamus ha nascosto la legge divina sotto una lapide". La
spiegazione di Frontenac, per quanto riguarda il suo metodo crittografico,
termina qui. Il prossimo capitolo ( cap. VI dell'opera) sarà dedicato alla
ricerca di un metodo di datazione delle quartine già ordinate secondo le
due parti della chiave. Prima di affrontare questo argomento dobbiamo però
risolvere alcuni interrogativi che sono rimasti aperti, ovvero: perché
l'ordine numerico in base al quale Frontenac ottiene la frase latina non
coincide del tutto con quello della seconda parte della chiave? E
soprattutto: come devono essere utilizzate le due parti della chiave per
ordinare le quartine?
Pensiamo che la risposta alla prima domanda vada ricercata in due
possibili versioni della frase latina. Nel testo, Frontenac riporta la
frase scrivendo ad un certo punto "gratiae fidos" (p. 73) ma,
quando ci dà la prima traduzione, scrive tra parentesi "gratiae fidus"
(p. 74), per poi ritornare alla prima versione ("fidos") quando
riporta la seconda traduzione (p. 76).
Ora,
la sequenza numerica che appare nella tavola della seconda parte della
chiave (qui a p. 2) permette di ottenere la frase latina con la parola "fidus",
infatti qui non c'è un ritorno all'indietro della sequenza tra l'86 e l'87
ma tra l'87 e l'88, per cui i numeri che vanno dall'82 fino all'87
compreso dovrebbero corrispondere alla lettera U; di conseguenza la
lettera A dovrebbe corrispondere ai numeri che vanno dall'88 al 106, la K
al numero 107 e la O ai numeri che vanno dal 108 al 113. La frase
conterrebbe quindi sei U (e non cinque) ma solamente sei O invece di sette.
Al contrario, l'elenco delle corrispondenze tra le lettere e le sequenze numeriche che abbiamo riportato a p. 4 ci dà solo cinque U (da 82 a 86) e sette O (da 107 a 113) ed quindi basandosi su questo elenco che si ottiene la frase con "fidos" e la relativa sequenza numerica che abbiamo ricostruito nella tabella di p. 5.
Quale delle due sequenze è quella giusta? Vedremo tra poco che quando
Frontenac ordina le quartine in base alla sua chiave doppia, riportandone
l'elenco completo nella seconda parte del suo libro, utilizza, come
seconda parte della chiave, la sequenza numerica che ci dà la frase con "fidos",
cioè quella della tabella di p. 5. Se utilizzassimo la tavola che abbiamo
riportato a p. 2 l'ordine finale delle quartine verrebbe infatti
completamente alterato. Quindi, come avevamo già anticipato, anche la
tavola che contiene la seconda parte della chiave è errata: la sua
versione corretta è quella che appare nella tabella di p. 5.
Frontenac, probabilmente, ha impiegato anni ad ordinare tutte le quartine
e, quando si è trattato di riassumere il suo lavoro in vista della
pubblicazione, ha ricostruito affrettatamente le tavole che gli erano
servite per l'ordinamento, senza più avere il tempo di verificarle,
confrontandole coi suoi risultati. In particolare, deve aver ricostruito
la tavola della seconda parte della chiave basandosi sulla frase latina
trovata molto tempo prima e utilizzando la parola "fidus" al posto di "fidos".
Questo spiegherebbe il motivo della svista che, in questo caso -
diversamente da quanto avviene per la tavola della prima parte della
chiave -, non è sicuramente imputabile a degli errori di stampa. Le discrepanze tra le Tavole 4 e 5 che abbiamo ottenuto e l'elenco delle quartine che Frontenac pubblica nella seconda parte del libro, da p.135 a p. 254, sono riportate nell'Appendice.
Passiamo ora alla questione più importante, ovvero all'utilizzo pratico
della chiave doppia per l'ordinamento delle quartine. Dopo un certo numero
di tentativi infruttuosi siamo finalmente riusciti a ricostruire il
procedimento originale di Frontenac che ci ha permesso di ottenere
l'identico ordinamento delle quartine che l'autore riporta da p. 135 a p.
254 dell'opera senza dare alcuna ulteriore spiegazione. Il
procedimento che abbiamo ricostruito si può dividere in cinque fasi:
Fase 1: Numerazione delle quartine in base alla prima chiave Alle quartine appartenenti a ciascuno dei tre frammenti (eliminando le quartine escluse in base ai criteri che abbiamo riportato a pp. 1-2) viene attribuito un numero successivo della prima chiave. È ovvio che, dopo aver numerato 120 quartine, si riprenderà da capo la numerazione, seguendo sempre la sequenza numerica della prima chiave. Il risultato di questa operazione è riportato nella Tavola1
Fase
2: Ordinamento delle quartine in base alla prima chiave Le
quartine numerate in base alla prima chiave vengono riordinate seguendo
l'ordine numerico progressivo della prima chiave da 1 a 120. L'ordine
risultante è riportato nella
Tavola 2.
Fase 3: Numerazione delle quartine in base alla seconda chiave È la
fase più complessa del procedimento di Frontenac.
Operando singolarmente su ciascuno dei tre frammenti bisogna disporre
successivamente in colonna le quartine che appaiono in una stessa riga
della tavola 2, eliminando ogni eventuale spazio vuoto. Vediamo
in pratica come si procede: si prendono le tre quartine del primo
frammento che appaiono nella prima riga della Tavola 2 (I.82, III.2,
IV.22) e si dispongono in colonna, una sotto l'altra, poi si prendono le
tre quartine della seconda riga (I.4, II.24, III.44) e si incolonnano
sotto le prime tre, e così via. Si procede in questo modo fino a formare
una colonna di 120 quartine, dopodiché si continua formando
successivamente una seconda colonna e una terza sempre di 120 quartine. La
stessa operazione andrà ripetuta per il secondo e il terzo frammento (si
noti che la terza colonna rimarrà sempre incompleta dato che le quartine
di ogni frammento sono sempre inferiori a 360). Durante
questa operazione capita spesso che una riga della tavola contenga solo
due quartine (come ad esempio la 16° riga della Tavola 2, Primo frammento,
che contiene solo le quartine I.16, III.36); in questo caso, dopo aver
incolonnato le due quartine, si faranno seguire in colonna immediatamente
le quartine della riga successiva, senza lasciare alcun spazio vuoto
(quindi, dopo le quartine I.16, III.36, seguirà subito in colonna la
quartina I.35). Una
volta che la tavola è stata completata, alle quartine così riordinate
vengono attribuiti, riga per riga, i numeri successivi della seconda
chiave di Frontenac. Ne risulta le seguente
Tavola 3:
Fase 4: Ordinamento finale delle quartine in base alla seconda chiave
Analogamente a quanto era avvenuto nella fase 2, le quartine numerate in
base alla seconda chiave vengono riordinate seguendo l'ordine numerico
progressivo della seconda chiave da 1 a 120. L'ordine risultante è
riportato nella
Tavola 4.
Quello
che abbiamo ottenuto è, secondo Frontenac, l'ordine cronologico reale
delle quartine di Nostradamus: ogni riga della tavola, indipendentemente
dal frammento, contiene un insieme di quartine che si riferiscono ad un
medesimo periodo di tempo.
Fase 5: Datazione delle quartine ordinate Una
volta completato l'ordinamento delle quartine, Frontenac, nel cap. VI
dell'opera, si dedica alla ricerca di un metodo per indicare l'anno più
probabile al quale si riferiscono le quartine di ciascun gruppo o "tranche
cyclique" (cioè di ciascuna riga della nostra tavola). Dato che
Nostradamus afferma, nell'epistola a Cesare, che le sue profezie coprono
il periodo compreso tra "l'epoca presente" (1555) e il 3797, si tratterà
di trovare una scansione che permetta di distribuire, secondo un qualche
criterio, questi 2242 anni lungo le 120 righe della tavola.
Frontenac esclude in partenza una progressione lineare dei 2242 anni (cioè
una progressione in cui, ciascuna riga della tavola, avanza di 18,7 anni
rispetto alla precedente [2242 : 120 = 18,7]). Se così fosse,
significherebbe che solo un quinto circa delle quartine si riferirebbe al
periodo compreso tra il 1555 e il nostro secolo, quando invece tutti gli
interpreti di Nostradamus concordano sul fatto che una grande maggioranza
delle quartine sembra riferirsi a fatti già accaduti. Secondo
Frontenac, il criterio più logico è quello di distribuire gli anni secondo
una progressione esponenziale o iperbolica, in cui l'intervallo temporale
tra una riga della tavola e quella successiva è minimo all'inizio (cioè
per gli anni prossimi al 1555) e diventa via via maggiore man mano che ci
avviciniamo al termine della profezia (3797), come se Nostradamus avesse
visto con maggior ricchezza di dettagli gli accadimenti degli anni a lui
vicini e avesse invece descritto gli ultimi avvenimenti in maniera sempre
più generale.
Per
costruire questa progressione esponenziale degli anni (che Frontenac
chiama "iperbole delle date") dobbiamo basarci su alcuni punti noti, cioè
su alcune quartine della tavola la cui datazione è certa (come ad esempio
la famosa X.72 per il 1999, che appare nella 58° riga della Tavola 4).
Conoscendo alcuni punti noti possiamo infatti dedurre la curvatura più
probabile dell'iperbole.
Applicando questo metodo, Frontenac propone la seguente datazione, che
riportiamo nella
Tavola 5:
Con
quest'ultima tavola si conclude la nostra esposizione del metodo di
Frontenac[1].
Come si può notare sono molte le quartine che sembrano aver trovato la
loro giusta collocazione anche se, putroppo, ve ne sono altre che appaiono
decisamente fuori posto se ci basiamo sulle interpretazioni più
accreditate.
Sicuramente l'idea dell' "iperbole delle date" è quella che meno convince
nell'opera di Frontenac: è molto probabile che sia un altro il criterio da
seguire per la datazione delle 120 righe della tavola, soprattutto tenendo
conto del fatto che, secondo molti interpreti moderni, il periodo
profetico coperto dalle quartine sarebbe molto più ristretto e la data
finale del 3797 non andrebbe interpretata in modo letterale.
In
ogni caso, sono molti gli indizi che sembrano confermarci che Frontenac si
è avvicinato più di chiunque altro alla risoluzione del mistero delle
Centurie, primo fra tutti la scoperta della misteriosa frase latina. Se
infatti Frontenac avesse voluto forzare i risultati costruendo volutamente
la frase, perché introdurvi una sigla che lui stesso non sa spiegare (H D
M P)? E inoltre, perché non costruire una frase analoga modificando i
numeri della prima chiave, in modo da impressionare il lettore con una
bella frase che avrebbe ulteriormente confermato il suo metodo? Al
contrario, ci sembra che Frontenac abbia sempre cercato di agire in buona
fede (cosa rara per gli interpreti di Nostradamus!), offrendo umilmente al
lettore i risultati delle sue ricerche senza la pretesa di aver trovato un
metodo definitivo, come lui stesso ammette a conclusione del suo libro.
Per
quanto riguarda l'assenza di una frase corrispondente alla prima chiave
numerica vorremmo aggiungere una nostra osservazione. Così com'è la prima
chiave non può sicuramente dare luogo ad una frase perché, se cerchiamo di
applicare il metodo crittografico che abbiamo spiegato, ci accorgiamo che
i "ritorni all'indietro" della sequenza numerica sono superiori a 25 o 26
(sia leggendo la sequenza in ordine diretto che inverso) e quindi non
possono indicare delle lettere dell'alfabeto. È quindi probabile che la
prima chiave non sia del tutto esatta e vada modificata in più punti;
forse operando le opportune modifiche si potrebbe giungere ad un
ordinamento finale delle quartine più soddisfacente. Inoltre, nella frase
latina sembra esserci un'indicazione che potrebbe proprio riferirsi alla
prima chiave; la sigla H D M P infatti non può non farci pensare alla
famosa lapide D.M. di Torino (che Frontenac non poteva conoscere). Ora, se
contiamo le lettere che compongono la lapide in questione ci accorgiamo
che sono 123, un numero molto vicino a 120, cioè alla lunghezza che
dovrebbe avere la frase corrispondente alla prima chiave. Tuttavia, 123
non è 120, eppure… sia nella frase latina di Frontenac che nella lapide di
Torino appare la parola "Nostradamus"; nella frase latina però è scritta
in forma abbreviata cioè come "NSTRDMUS", ovvero mancano 3 lettere!
Ci chiediamo quindi: è possibile, togliendo le stesse tre lettere dalla
parola "Nostradamus", utilizzare la frase della lapide di Torino per
ricavare una prima chiave numerica vera che andrebbe a sostituire la prima
chiave di Frontenac? È solo una debole ipotesi ma comunque ci stiamo
lavorando…
Daniele Ferrero
[1] Facciamo notare che, in alcuni casi, la posizione di certe quartine della tavola 4 e 5 non coincide con l'elenco che appare nel libro originale di Frontenac da p. 135 a p. 254. Possiamo garantire che le nostre tavole sono del tutto corrette, in quanto generate da un programma che abbiamo appositamente creato per sviluppare in modo coerente le due chiavi numeriche di partenza (con un po' di pazienza potete controllare voi stessi la correttezza dei calcoli); la causa delle minime discrepanze rispetto all'elenco di Frontenac è da ricercarsi, in primo luogo, nei numerosi errori di stampa di cui abbiamo parlato (in particolare nello scambio tra "fidus" e "fidos" della frase latina) e anche in alcuni errori di calcolo commessi da Frontenac stesso durante lo sviluppo delle due chiavi. Si tratta di errori del tutto comprensibili se si tiene conto del fatto che Frontenac ha dovuto sviluppare tutti i suoi calcoli manualmente e in un lungo periodo di tempo.
Appendice - Errata CorrigeDiscrepanze tra le Tavole 4 e 5 che abbiamo ottenuto e l'elenco delle quartine che Frontenac pubblica nella seconda parte del libro, da p.135 a p. 254.
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Updated Saturday, 01 May 2010 |
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